LEGAME CON IL PATRIMONIO CULTURALE, NATURALE ED ETNO ANTROPOLOGICO DELLA REGIONE CAMPANIA.

 

La musica del ‘700 napoletano non può prescindere dai luoghi che la hanno generata con cui è strettamente legata. Palazzo Reale, Maschio Angioino, Museo Archeologico Nazionale, nel ‘700 questi erano i luoghi in cui si svolgevano gli eventi culturali naturalmente legati al governo della città di Napoli. Luoghi della musica, non erano quindi solo gli innumerevoli Teatri presenti a Napoli in questo periodo ma anche le Sale dei nobili Palazzi a cominciare da quelle delle dimore Reali,  le Chiese, e gli Oratori nelle quali la compagine della Real Cappella era protagonista assoluta. In questi luoghi, gli eventi, come  rilevato dagli Avvisi dell’epoca, si dispiegavano per tutto l’anno equilibrando i momenti  liturgici alle occasioni di puro piacere mondano in una continua successione.


Oggi questi luoghi devono ritornare a pulsare di eventi e diventare attrattori culturali per l’enorme potere di destare meraviglia e stupore nel fruitore arricchendo l’evento musicale di un aurea che risente della memoria storica conservata in questi luoghi.

 

MUSEO ARCHEOLOGICO DI NAPOLI

Museo archeologico di Napoli

È ritenuto uno dei più importanti al mondo sia per la qualità che per la quantità delle opere che espone, principalmente quelle di epoca greco-romana.  L'edificio che attualmente ospita il museo, la cui costruzione fu iniziata nel 1585, rappresenta anche una rilevante testimonianza architettonica: infatti è uno dei maggiori palazzi monumentali di Napoli. Esso insiste sull'area di un'antica necropoli della greca Neapolis, la necropoli di Santa Teresa.

 

SALA DEL TORO FARNESE

Sala del toro farnese

La splendida sala del museo ospita Il gruppo scultoreo, definito "la montagna di marmo" perché ricavato da un unico blocco ed in considerazione delle sue grandi dimensioni, rappresenta il supplizio di Dirce, legata ad un toro inferocito da Anfione e Zeto come punizione per le angherie ripetutamente inflitte alla loro madre, Antiope. Il soggetto, con una forte connotazione dionisiaca che viene dalla presenza del toro e dalla raffigurazione di Antiope come baccante è frequentemente adoperato in pittura, e riecheggia una famosa opera di due artisti rodii, Apollonio e Taurisco.

 

PALAZZO REALE DI NAPOLI

Palazzo reale

È una delle quattro residenze reali usate dai regnanti borbonici durante il Regno delle Due Sicilie; le altre tre sono la reggia di Capodimonte sita a nord del centro storico, la reggia di Caserta e la reggia di Portici alle pendici del Vesuvio. Di dimensioni notevoli, il palazzo si affaccia maestoso sull'area monumentale di piazza del plebiscito ed è circondato da altri importanti ed imponenti edifici quali il palazzo Salerno, la basilica di san Francesco di Paola ed il palazzo della prefettura. Gli eventi si svolgeranno in due sale dell’appartamento Reale e precisamente.

 

CAPPELLA PALATINA

Cappella Palatina

Ubicata nel braccio orientale del piano nobile fu inaugurata nel 1646. Per essa lavorarono Lanfranco, Ribera, Charles Mellin, ma per le successive trasformazioni, dell'assetto seicentesco rimane solo l'impianto manieristico della decorazione di stucco, e la scultura dell'Immacolata di Cosimo Fanzago, conservata nel Seminario Arcivescovile di Napoli. In epoca murattiana fu allestita in forme neoclassiche dall'architetto De Simone: rimane il pavimento marmoreo policromo e soprattutto l'allestimento dell'altare barocco proveniente dalla chiesa di Santa Teresa degli Scalzi e trasferito all'epoca delle soppressioni murattiane, nel 1812. L'immagine attuale è quella determinata dal completamento in età sabauda, con la tela del soffitto di Domenico Morelli e la realizzazione delle navatelle laterali decorate d'artisti di Accademia di formazione morelliana.

 

MASCHIO ANGIOINO

Maschio Angioino

La sua costruzione si deve all'iniziativa di Carlo I d’Angiò, che nel 1266, sconfitti gli Svevi, salì al trono di Sicilia e stabilì il trasferimento della capitale da Palermo alla città partenopea La presenza di una monarchia esterna aveva impostato l'urbanistica di Napoli intorno al centro del potere regale, costituendo un polo urbanistico alternativo, formato dal porto e dai due principali castelli ad esso adiacenti, Castel Capuano e Castel dell'Ovo. Tale rapporto tra corte regale e urbanistica cittadina si era manifestato già con Federico II, che nel XIII secolo, nello statuto svevo aveva concentrato le maggiori attenzioni sui castelli trascurando affatto le mura cittadine. Ai due castelli esistenti gli Angioini aggiunsero il principale, Castel Nuovo, che fu non solo fortificazione ma soprattutto la loro grandiosa reggia.

SALA DEI BARONI

Sala dei Baroni

 

SALA DELLA LOGGIA

Sala della loggia

 

DOMUS ARS - CHIESA DI SAN FRANCESCO DELLE MONACHE  

Domus Ars - San Francesco delle monache

Il Centro è ospitato all’interno della bellissima chiesa di San Francesco delle Monache sita  a pochi passi da piazza del Gesù. La chiesa, e l’annesso monastero ormai scomparso, furono edificati, per volere di Robert d’Angiò e sua moglie Sancia di Maiorca, intorno al 1325. Fu dotata di una veste barocca  nel 1629, soffitto cassettonato ligneo e una serie di dipinti attribuiti ad Andrea Malinconico, di cui purtroppo nulla rimane a testimonianza dell’antico splendore. Restano invece la transenna in piperno e ferro battuto  e il portale in marmi policromi opera di Crescenzio Trinchese realizzati fra il 1749 e il 1751. All’interno della chiesa nella zona del presbiterio, vi sono i resti di due monumenti sepolcrali: a destra quello di Caterina  della Ratta e a sinistra quello di Giovannella Gesualdo. Nata come domus eleemosynaria per accogliere monache senza clausura che dispensavano le regie elemosine, il monastero ospitò, dal 1535, Giulia Gonzaga, che qui restò  fino alla sua morte, avvenuta nel 1566. Scappata da Fondi, la Gonzaga a Napoli entra in contatto con il circolo Valdesiano e il suo fondatore, Juan de Valdés, facendo diventare questa chiesa centro del movimento francescano dell'Osservanza.

 

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