QUARTETTO ATOM  

Venerdì 25 aprile

 

NICOLA LOGROSCINO - QUARTETTI

Sala del Toro Farnese, Museo Archeologico Nazionale, ore 17:00        


Quartetto AMOT                            

QUARTETTO ATOM  

Eleonora AMATO violino

Sonia TRAMONTO violino

Mattia MENNONA  viola

Nazarena OTTAIANO violoncello             

Domenico SODANO maestro al cembalo

Niccolò Jommelli - Aversa, 11 settembre 1714 – Napoli, 25 agosto 1774
Sonate per due violini e basso continuo   
Sonata III      Allegro-Andante-Presto
Sonata IV       Spiritoso-Adagio-Presto
Sonata VI      Allegro-Andante-Tempo di Minuetto
 
Niccolò Jommelli - Aversa, 11 settembre 1714 – Napoli, 25 agosto 1774
Ciaccona revisione per quartetto d’archi e basso continuo 
 
Domenico Scarlatti - Napoli, 26 ottobre 1685 – Madrid, 23 luglio 1757
Sinfonia dalle Quattro Stagioni      Allegro-Largo-Allegro
Sinfonia Parigina in La maggiore      Grave-Presto-Grave-Presto
Nicola Logroscino - Bitonto, 1698 – Palermo 1765
Quartetto in Re maggiore Andante-Allegro
 
 
Se mai vi fa un periodo di splendore per la scuola d'archi napoletana, questo fu il XVIII secolo durante il quale, grandi strumentisti e virtuosi esercitarono la loro attività didattica freneticamente nei quattro Conservatori allora presenti in città. Vogliamo concentrare la nostra attenzione sulla figura del Genio Aversano Niccolò Jommelli in cui quest’anno si celebra il tricentenario della nascita proponendo tre bellissime Sonate a due violini e basso continuo a nostra conoscenza inedite. Jommelli nasce ad Aversa il 10 settembre del  1714 e muore a Napoli nel Il 25 agosto  1774. All’età di 11 anni, dopo aver ricevuto i primi rudimenti della musica nella sua Città natale dal canonico Muzzillo, si trasferisce a Napoli dove studia inizialmente presso il Conservatorio di Sant’ Onofrio con Francesco Feo, per trasferirsi nel 1728 al Conservatorio  della Pietà dei Turchini diventando allievo di Nicola Fago, Andrea Basso e don Giovanni Sarconi. Le sue prime opere  sono rappresentate a Napoli ma successivamente,  riscontra un successo internazionale che lo porta  per 14 anni alla Corte del Duca di Württemberg  dove scrive tra l’altro uno splendido Requiem ed una insuperabile Messa.
Di Domenico Scarlatti che rivolse la sua attività prettamente al clavicembalo; riconosciuto in tutta Europa come ineccepibile virtuoso della tastiera egli scrisse oltre 600 sonate per questo strumento, proponiamo una  Sinfonia in La maggiore che  si apre con un introito largo  a cui segue una sorta di "toccata" sviluppata fra le varie sezioni dei violini, divisi a tre, che si rincorrono in disegni a canone e con arcate talvolta al limite delle possibilità per l'epoca. Stessa sorte tocca alla sinfonia dalle quattro stagioni, in cui la forma di non è eccessivamente ricercata, ed in questo è palese la sua caratteristica inventiva che si sofferma più sullo sviluppo delle abilità strumentali che sull'elaborazione delle peculiarità compositive. Di notevole interesse anche il quartetto di Nicola Logroscino che dimostra come la scuola napoletana coltivasse questo genere già dalle origini con Alessandro Scarlatti che si pone tra i primissimi a scrivere per le quattro voci ad arco, per il quartetto formato da 2 violini, viola e violoncello, senza cembalo.
 

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